Le Interviste del S.E.U. – Gennaio 2016 – Parte 3

Intervista agli autori S.E.U – Gennaio 2016 Pt. 3
(11/01/2016)

Intervista all’autrice

Tina Caramanico (Guida a Milano invisibile)

Guida a MIlano

D:
Buonasera Tina, devo dirti subito che le tue opere mi hanno incuriosito molto già a Pisa allo stand SEU.
Parlaci un po’ della tua ispirazione. Le poesie sappiamo sono un argomento a volte complicato…come ne sei uscita vincitrice?
Daniel di Benedetto

R:
TinaNon lo so, posso spiegare le motivazioni e, fino a un certo punto, le modalità con cui scrivo racconti, ma non perché e come mi viene da scrivere poesia…

*°*

D:
Ciao Tina, hai sempre avuto questa passione per le poesie? C‘è qualcuno che te l’ha trasmessa e questo amore era già sbocciato durante le scuole? te lo chiedo perché a volte gli insegnanti non sono in grado di far amare le poesie agli studenti… io mi ricordo in particolare quelle di Montale che il mio professore amava alla follia
Jessica Maccario

R:

Tina – Sì, in effetti la poesia mi piaceva anche da ragazza e da bambina. Non c’è stato un insegnante che mi abbia “insegnato” ad amare la poesia, me la sono cercata e letta anche e soprattutto da sola.

*°*

D:
Buonasera Tina, cosa significa per te scrivere poesie? Quale “senti” più tua di quelle raccolte nel tuo libro?
Eleonora Monti

R:
Tina E’ una cosa che accade abbastanza al di là del mio controllo razionale; accade raramente e mai “a comando”. Nel mio primo librino sono raccolte tutte le (poche) poesie sopravvissute alla selezione degli anni: molti dei testi sono stati scritti circa 10 anni prima di essere pubblicati.

*°*

D:
è una mia impressione o ti trovi bene a raccontare sul “breve”?
Racconti, ora poesie…è una scelta voluta o nasce dal caso?
Daniel di Benedetto

R:
Tina – E’ vero, tendo alla brevità! Anche se sto cercando di imparare a raccontare anche cose un po’ più “ampie”, in quest’ultimo periodo.

*°*

D:
Ciao Tina,
“… Milano invisibile” . Un titolo che fa sicuramente riflettere. Da cosa nasce?
Raffaele della Corte

R:
Tina – Quando ho raccolto le poesie ho scelto questo titolo perché mi sono resa conto che in quasi tutti i testi c’erano luoghi, persone, relazioni e non-relazioni tipiche dell’ambiente “metropolitano”, però era più quello che stava nella mente della gente che quello che si poteva vedere della città.

*°*

D:
Cosa pensi della promozione, e cosa fai per promuoverti e promuovere i tuoi libri?
– Daniel di Benedetto

R:
Tina Promuovere poesia è ancora più difficile che promuovere narrativa. Sto un po’ sui social, vado dove mi invitano, faccio qualche concorso, cose così…

*°*

D:
Ciao! Volevo sapere cosa ti ha spinto a scrivere un libro di poesie su Milano (o su una città in generale).
Francesca Prandina

R:
Tina – Ciao Francesca, io abitavo a Milano fino a qualche anno fa (ora sto in provincia) e quindi, scrivendo, spesso la città era presente nelle mie poesie. Quando ho raccolto le poesie ho scelto questo titolo perché mi sono resa conto che in quasi tutti i testi c’erano luoghi, persone, relazioni e non-relazioni tipiche dell’ambiente “metropolitano”, però era più quello che stava nella mente della gente che quello che si poteva vedere della città. Comunque è quello che si vive in una grande città, avrebbe potuto essere anche un’altra metropoli, non necessariamente Milano.

*°*

D:
Hai pensato di partecipare a qualche concorso di poesie con questa raccolta?
E più in generale, cosa pensi dei concorsi letterari?
Daniel di Benedetto

R:
Tina – Ho partecipato a qualche concorso, sono stata premiata o segnalata con qualche poesia. I concorsi possono essere utili per uscire dalla propria cameretta, alcuni sono anche seri, altri però sono veramente inutili.

*°*

D:
Ciao Tina, la poesia non è certamente un genere facile da trattare oggi, difficilmente è un genere che viene apprezzato su larga scala, ma spesso veicola messaggi in un modo al quale la prosa non potrebbe avvicinarsi. Qual è la tua opinione in merito alla poesia? Pensi che sia ancora così? In passato i poeti scavavano l’anima e spesso cercavano risposta alla DOMANDA, credi che si possa applicare alla poesia contemporanea? E tu in che filone ti collochi in questo senso?
Monica Schianchi

R:
Tina – Credo che la poesia sia (quasi) sempre stata un genere non per tutti. Io sono, nel mio piccolissimo, convinta di usare la poesia per dire cose “serie”, magari con leggerezza e ironia, ma comunque importanti.
> MonicaE nel rapporto forma-contenuto propendi verso uno dei due o ricerchi un equilibrio? 🙂
> TinaSono la stessa cosa, credo.
> > Monica – Nel senso che hanno la stessa importanza?
> > TinaUhm, no, penso che proprio se devi comunicare un certo pensiero usi la lingua in un certo modo; se sbagli o usi lo strumento linguistico in modo non opportuno non è che sbagli solo la forma, proprio ti perdi anche il “contenuto”, che non passa, non è chiaro, non è quello che pensavi di comunicare. Per questo alla fine forma e contenuto sono la stessa cosa.

*°*

D:
Prossimi impegni o uscite in programma?
– Daniel di Benedetto

R:
Tina – Impegni: finire questo benedetto romanzo, e finirlo bene. Poi ho già in coda una quantità di altre idee, vedremo come e quando riuscirò a dar loro una forma definitiva. In attesa del romanzo, tra non molto sarà disponibile l’edizione cartacea (anche questa autoprodotta) di alcuni racconti già pubblicati ma solo in ebook (la raccolta Le cose come stanno e questi tre racconti di Nell’altra stanza); poi sto sistemando un’altra “trilogia” di racconti brevi a tema amoroso che vorrei far uscire per S. Valentino.

*°*

D:
Oltre alla poesia scrivi racconti, ti va di dirci due parole sull’ultimo libro che hai pubblicato? 🙂
– Monica Schianchi

R:
Tina – Sì, volentieri. Tengo particolarmente alla mia ultima piccola raccolta di racconti “Nell’altra stanza (tre racconti sull’altrove)”, perché sono dei racconti che mi sembrano venuti fuori bene (al diavolo la falsa modestia) e perché è il mio primissimo esperimento di autopubblicazione.
>
Monica – Quali temi tratti? 🙂
>
Tina – Sono tre racconti diversi per genere e per stile, ma hanno in comune il fatto che le protagoniste (tre protagoniste femminili) in un certo momento della storia si trovano “altrove” rispetto a se stesse, alla propria vita. Il primo è un simil-noir ambientato in un vecchio appartamento di Buenos Aires, il secondo è una pseudo-fantascienza ambientata in Inghilterra, il terzo è un racconto non di genere la cui protagonista vaga per le strade caotiche di Tokyo.
> > Monica – Interessante, e invece con l’autopubblicazione come è andata?
> >
Tina – L’autopubblicazione è stata molto facile e soprattutto rapida rispetto ai tempi biblici delle piccole e grandi case editrici. Diciamo che non avevo voglia di aspettare di avere altri racconti accostabili a questi, di spedire, attendere per mesi la risposta, attendere per mesi la pubblicazione, e comunque non avere controllo su molti aspetti del libro. Allora mi sono decisa a provare questa strada, almeno per un certo tipo di testi (racconti brevi, ad esempio) e non sono pentita, almeno per ora.

*°*

Conclusione

Io ringrazio Tina e tutti coloro che hanno partecipato dando vita ad una piacevole intervista.
A presto…e in bocca al lupo a Tina!
sorriso,
Daniel di Benedetto

Grazie a voi e buona serata. Se volete venite a trovarmi sulla mia pagina o sul mio blog E CREPI IL LUPO, naturalmente

Tina Caramanico

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