Le Interviste del S.E.U. – Novembre 2015 Parte 2

Intervista agli autori S.E.U – Novembre pt. 1
(16/11/2015)

Intervista alle autrici

Aurora Filippi (Leodhrae – Il Potere di un Dio)

leodhrae

e

Simona Busto (The Winged Saga – La Nave di Cristallo)

la nave di cristallo

D:
Buonasera Aurora, buonasera Simona, cosa vi procura la scrittura? Quale importanza le attribuite?
– Giovanna Avignoni

R:
AuroraBuonasera Giovanna!
Ho iniziato a scrivere in un momento molto particolare, dove praticamente la scrittura, spesso a notte fonda, isolata dal mondo con le cuffie e mia mamma che dormiva dietro di me, era uno sfogo. Arrivata a un certo punto, ho lasciato perdere i diari segreti (ne ho tantissimi) e ho iniziato a scrivere storie, racconti. Mi sfogavo così, immaginando e mettendo per iscritto (spesso anche per immagini) quei mondi e quelle creature che mi facevano compagnia…

Simona – Buonasera Giovanna. Per me la letteratura è sempre stata importante. Ho iniziato a sviluppare una passione per la lettura sin da piccola. E anche i primi tentativi di scrittura sono arrivati quando ero ancora ragazzina. Ho iniziato coi racconti brevi, ma nel 2014 ho voluto fare il “salto” e ho scritto il mio primo romanzo. E’ una parte importantissima della mia vita, diciamo che in parte è anche uno sfogo. Mi permette di liberare la mia immaginazione, di darle una valvola di sfogo, appunto. In un certo senso è catartica. Le emozioni che provo scrivendo non riuscirei a raggiungerle in nessun’altra maniera. Diciamo che faticherei a vivere senza scrivere, anche se, come tutti, ho un altro lavoro. La scrittura è passione, liberazione, è il respiro stesso della vita.

*°*

D:
Buonasera a entrambe! Come e quando e nata la vostra passione per la scrittura? Qual è stato il vostro primo “scritto”?
– Monica Schianchi

R:
Aurora – Mi è sempre piaciuto scrivere, dai classici temi a scuola (chilometrici già allora, tanto che fare la brutta e poi la bella era un dramma… e comunque nella bella cambiavo sempre tutto) a pseudo storie ispirate ai cartoni animati che vedevo alla tv per lo più. Diciamo che se devo decidere quando, secondo me, ho iniziato a scrivere storie degne di questo nome con la coscienza che stavo scrivendo un racconto, faccio risalire il tutto all’età di circa 11-12 anni ed è una passione nata assieme alla scoperta del gioco di ruolo, allora by chat, poi da tavolo e dal vivo.
Primo scritto… se parliamo di libri, in assoluto Leodhrae, almeno pubblicati.
Prima ne viene un altro, di cui Leodhrae doveva essere solo uno spin-off. Poi le cose sono molto cambiate e Leodhrae è diventato un universo che spiega più di quanto era nell’idea iniziale.
Di quel primo lavoro possiedo ancora il file… ma dopo averlo aperto sono rabbrividita. Forse un giorno lo sistemerò e lo renderò leggibile ahah XD

Simona – Ho iniziato, credo, alla scuola media. Mi avevano affidato un tema di fantasia. Ho immaginato di correre in un campo e di cadere. Voltandomi, ho visto un airone sorvolarmi. Ecco. ho iniziato così, con una cosa semplice che però, ricordo, è stata apprezzata. La passione è nata in maniera naturale. Dopo aver letto moltissimo per anni, mi è venuto istintivo tentare di creare qualcosa di mio.

*°*

D:
Buona sera ad entrambe! Vi chiedo quali sono, se ne avete, le vostre fonti di ispirazione?
Eleonora Monti

R:
Aurora Buonasera!
Personalmente penso di poter rispondere quasi tutto. Sicuramente ammetto che la musica è fondamentale, ho delle vere e proprie playlist che aggiorno e costruisco con cura per i miei scritti principali o per le mie avventure di gioco di ruolo.
Mi è capitato, però, di essere ispirata da immagini, da paesaggi, da scene vissute, da sogni… sono sempre con la testa da un’altra parte, ogni momento è buono XD

Simona – Buonasera Eleonora! La musica su tutte. Il romanzo prende il titolo da una canzone dei Doors. Poi la storia ha preso ovviamente una piega personale e del tutto inedita, però senza “The Crystal Ship” il libro probabilmente non sarebbe esistito. I protagonisti invece sono nati da soli. In un certo senso si sono presentati alla mia mente come se fossero stati reali.

*°*

D:
Vi siete fatte ispirare dalla musica nello scrivere? Quale?
– Arafel Iridialia

R:
Aurora – Continuamente. Accendo il pc e parte la musica. Per Leodhrae ho una playlist molto variegata, ma per lo più ascolto quelle musiche che raccolgono artisti e gruppi che compongono “Trailer music” tutte quelle musiche brevi (1-3 minuti circa) che vengono usate spesso, appunto, nei trailer.
A queste si aggiungono anche canzoni di artisti stranieri, prevalentemente in lingua inglese o tedesca. Per non distrarmi, sono assenti testi in italiano.

Simona – Io amo il rock, a volte addirittura il metal. Il titolo del romanzo “La nave di cristallo” è la traduzione di “The Crystal Ship” dei Doors. E tutti i capitoli hanno il titolo di una canzone (per questo sono in inglese, ho tradotto solo il titolo del romanzo). Ecco qualche titolo: I THE CRYSTAL SHIP
II CARNIVAL OF RUST
III OLD MAN
IV FEAR OF THE DARK
V BLOOD BROTHERS
VI GREEN EYED DEMON
VII HELL ON EARTH
VIII SEND ME AN ANGEL
IX BATTLE BORN

*°*

D:
Ciao a tutti ma in particolare alle 2 ‘fantastiche’ scrittrici. Io sono incuriosita da come nasce un fantasy. Fate uno schema e lo costruite a tavolino oppure la scrittura è di getto?
– Elide Ceragioli

R:
Aurora – Buonasera Elide! Io invidio tanto chi riesce a farsi una scaletta e seguirla… ciò permette senza dubbio di saper dire di cosa parlerà la tua storia, come andrà, quanto lunga sarà…
Personalmente proprio non riesco. Io apro il file e via. Posso ragionare sulle prime parole, poi il mio mondo mi prende, i personaggi mi raccontano le loro avventure e io semplicemente le trascrivo. Mi sento molto una reporter da mondi immaginari…

Simona – Ciao! Io, come dicevo, mi sono ispirata a una canzone. Per il resto, gli eventi sono venuti da sé con naturalezza. A volte tento di scrivere una scaletta, ma non mi riesce sempre di seguirla. La storia nasce da sola, io mi sforzo solo di darle il giusto ritmo e di renderla coerente. Alcuni dei capitoli brevi sono stati scritti in un secondo momento, per dare coesione alla narrazione e accrescere il mistero.

*°*

D:
Domandina per entrambe.
Quanto hanno influito le vostre passioni,esclusa ovviamente la scrittura, nell’opera che poi avete scritto?
– Luca Pagani

R:
Aurora Il gioco di ruolo in primis devo dire, a cui seguono disegno e musica. La lettura mi pare, diciamo, scontata… penso che scrivere senza leggere sia un po’ infattibile, quasi un controsenso.
Giocando di ruolo impari a vivere un mondo, disegnando riesci a renderlo materiale, la musica crea il sottofondo ideale e scrivere, beh con la scrittura amalgami tutto quanto!

Simona Buonasera Luca. Direi parecchio, visto che ho una passione per gli eventi misteriosi e un po’ oscuri. Il mio romanzo è di genere urban fantasy, a tinte dark. L’ambientazione quindi è realissima, ho cercato informazioni sui luoghi, rielaborandole poi con l’uso della fantasia. Nel mio romanzo ci sono Notre-Dame, le catacombe di Parigi, l’aeroporto di Denver… Tutti luoghi affascinanti e oscuri, rivisitati secondo il mio personalissimo punto di vista. E ho voluto fornire una rivisitazione personalizzata anche della metempsicosi. Poi c’è la musica, che dà il titolo al romanzo e anche a ogni capitolo. Insomma, ho messo parecchie delle mie passioni in questo libro.

*°*

D:
Domanda ad Aurora. Avendo letto entrambe le tue opere, la domanda “cattiva” è quasi scontata. Quanto dovremo attendere per avere un nuovo capitolo?
– Marcello D’Auria

R:
Aurora – Ultimamente questa domanda arriva un po’ da tutti gli angoli… speravo di scamparla stasera XD
In realtà ci sto lavorando. La prima parte è scritto da tanto, da anni… ma è un periodo in cui faccio davvero fatica a concentrarmi su qualcosa. Spero ad anno nuovo di poterlo far uscire, per ora lascio molliche di pane sulla pagina via via che proseguo con i lavori

*°*

D:
C’è un personaggio in particolare nei vostri libri in cui vi rispecchiate maggiormente? Se sì, perché?
– Arafel Iridalia

R:
Aurora – Molti hanno pensato che io avessi qualcosa in comune con Ileère, la protagonista umana della storia. In realtà no… la odio pure io, anche se invidio il suo coraggio (anche se dettato da una certa incoscienza). Penso di avere magari qualcosa di vari personaggi, ma non potrei dire che uno mi rispecchia in pieno.
Sono affezionata a Neanna, la custode dei sogni, per il suo ruolo, anche se poi è un personaggio super marginale ^^

Simona – In realtà i miei personaggi sono molto diversi da me. Vorrei rispecchiarmi in Ellinor, a cui ho rubato il nome, perché la trovo un personaggio affascinante. Però in realtà loro sono loro e io sono io. Metto molto di me stessa nei miei romanzi, ma non dal lato biografico o caratteriale, più dal punto di vista delle passioni.

*°*

D:
Simona, come sai ho letto il tuo racconto “romantico”, ma ho questo libro nel Kindle e lo leggerò (spero presto) e Aurora ho iniziato il tuo primo Leodhrae, ho letto i primi 15 capitoli, (in questa intervista viene presentato il secondo), di entrambe posso dire che adoro lo stile di scrittura, è davvero molto curato, con termini inusuali eppure così fluido, faccio i complimenti ad entrambe. Detto questo: come nasce il vostro stile? Scrivete di getto e poi riguardate o ponderate fin da subito ogni parola?
– Monica Schianchi

R:
Aurora – Oh *-* mi fa piacere che ti piaccia! Sinceramente non ho mai pensato allo stile, né mi sono mai detta “vorrei scrivere come *scrittore famoso x*”
Scrivo e basta, come mi viene… scrivo di getto e poi rileggo, rileggo mille volte in realtà. Lo faccio più per assicurarmi di non aver fatto errori che per lo stile in sé. L’unico desiderio che ho è che si legga e si lasci leggere volentieri… diciamo che se così non fosse, sarebbe un dramma contando che (ne sono cosciente) non scrivo cosine particolarmente brevi XD

Simona – Sì, ricordo la tua bella recensione a “Neve Scura”. Questo è un romanzo molto diverso. Spero ti possa piacere comunque. Io scrivo in maniera abbastanza istintiva, ma cerco di prestare fin da subito la giusta attenzione alle parole, e alle emozioni. Lo stile si può affinare, ma le emozioni devono nascere alla prima stesura, così le successive riletture potranno approfondirle. E’ una cosa che ho imparato scrivendo storie per la rivista con cui collaboro. Per me quella è stata una palestra importantissima.

*°*

D:
Altra domanda, sempre per Aurora, dopo la cattiveria devo rientrare nelle Sue grazie, apprezzando molto lo stile grafico delle copertine e degli altri disegni pubblicati, sarà possibile che vengano realizzati oggetti legati al mondo di Leodhrae?
– Marcello D’Auria

R:
Aurora – In realtà, in un picco di rara autostima, soprattutto a seguito del divertente ripetersi, alle fiere, di complimenti sulle copertine seguiti da: “ma no, io non leggo il genere, però le copertine sono belle” avevo guardato di fare qualche maglietta, più per sfizio personale che per altro.
Persone hanno preso i miei segnalibri per le immagini, non tanto per il libro o le informazioni in
sé...
In realtà i gadget avrebbero un costo non da poco, credo poi che interesserebbero a talmente pochi che, alla fine, la mia autostima è tornata a casa e la cosa è rimasta nel cassetto denominato “mah, forse un giorno…”

*°*

D:
Ho tanta paura di fare questa domanda: potete descriverci brevemente i romanzi presentati questa sera?
Vi prego spoiler al minimo T_T
– Monica Schianchi

R:
Aurora – XD come descrivere il due senza spoiler? Ammetto poi di essere negata nei sunti, e per me parlare dei miei lavori è sempre un dramma…
Nel primo romanzo viene descritta sopratutto la situazione del mondo, si conosco le personalità degli Dei e dei personaggi principali e si annuncia questa guerra tra gli Dei e i loro eserciti e il fronte degli Alchimisti, per lo più sconosciuto e misterioso.
Nel secondo si formano gli eserciti, si spostano le truppe al fronte e si vede qualcosa anche di questi fantomatici Alchimisti, delle loro idee e del loro mondo. Il titolo è stato scelto proprio
perché gli Dei, seppur nelle loro forme mortali limitate, dimostreranno che è bene non giocare con loro…

Simona – Io gioco tutto sui colpi di scena, difficilissimo non fare spoiler. Una nave di cristallo che aleggia nell’aria, invisibile a tutti tranne che alle sue prossime vittime, un inferno che si libra nei cieli. Megan è il suo obiettivo, perché è pura, e forse per qualche altro motivo. Un misterioso nuovo compagno di college compare nella vita di Megan: amico o nemico? Forse non basterà il primo volume della serie per scoprirlo. Angeli e demoni, personaggi controversi, difficili da interpretare e inquadrare. Perché a volte il confine tra il bene e il male è troppo labile per essere visto a occhio nudo.

*°*

D:
Nuova domanda ad entrambe le Autrici,
Quanto è stato difficile rendere concreta la vostra opera per farla quindi giungere al pubblico?
– Luca Pagani

R:
Aurora – Sinceramente quando ho iniziato a scrivere Leodhrae non pensavo di doverlo far arrivare a nessun pubblico. Neanche ricordo quando ho iniziato a farci su un pensierino…
Difficile in realtà non molto, se non per quelle accortezze di impaginazione, formato, ecc… il difficile non è tanto concretizzarla, quanto farla arrivare e ammetto di essere negata in questo…

Simona – Intendi dal punto di vista pubblicitario? Parecchio, direi, è il lato del self-publishing con cui fatico maggiormente a conciliarmi, sia per una questione di tempo sia per una questione di carattere. Ho capito qual era il modo giusto di propormi solo dopo qualche mese dall’uscita del romanzo. Poi però ho avuto qualche bella soddisfazione, soprattutto dal punto di vista della classifica. Se invece intendevi per la formattazione, non è stato molto complicato: ho trovato un tutorial gratuito e mi sono limitata a seguirne le direttive.

*°*

D:
Premetto che adoro le copertine dei vostri libri. Come sono nate? Avevate già un’idea iniziale oppure sono state la conseguenza della storia che poi avete scritto?
– Raffaele della Corte

R:
Aurora – Avevo il terrore per la copertina. Diciamo che disegnare è una cosa che faccio anche più spesso che scrivere, almeno al momento, ma dopo aver finito di sistemare, impaginare, rileggere per la millesima volta, Leodhrae – Il Risveglio dell’Alchimia ho passato tre mesi con l’ansia. Avevo mille idee e la paura di non riuscire a realizzarne nemmeno una.
Poi, un giorno, disegnando, è saltata fuori la copertina che non era nemmeno una delle mille idee di cui sopra XD
La seconda ha seguito la linea della prima, “presentando” gli altri due Dei del quartettto elementale.

SimonaMi sono rivolta a una grafica eccezionale, Cora Graphics. Sono felice che ti piaccia! Ne sono orgogliosa. Ho scritto prima la storia, poi l’ho contattata. Avevo le idee chiare su quello che volevo in copertina e l’ho descritto. Cora è riuscita a rendere in immagini quello che prima era solo nella mia testa.

*°*

D:
E per quanto riguarda le recensioni, soprattutto quelle negative? Come la prendete?
– Monica Schianchi

R:
Aurora – Premettiamo che nessuno fa i salti di gioia, ma se sono negative motivate, le accetto. Nel senso: se mi dici che non ti è piaciuto e mi sai dire perché, ti ascolto molto volentieri, anzi, penso sia molto utile capire cosa si sbaglia per migliorare.
Sui gusti, però, non si può mai ribattere,
perché ognuno ha i suoi e quello che io ritengo un capolavoro, per altri può non esserlo.
Diciamo che, di base, le critiche si accettano sempre, poi in base a ciò che riguardano, si può decidere di prendere spunto per cambiare o meno.

Simona – Tocchi un tasto dolente. XD La prima volta che mi è arrivata una recensione negativa (senza argomentazioni, lo specifico) ci sono rimasta davvero male. Poi ho capito che fa semplicemente parte del gioco. Succede e succederà sempre. Invece quando le critiche sono argomentate, anche in una recensione non negativa, mi limito a rifletterci e le prendo come uno spunto per migliorare.

*°*

D:
Mi sono autodenunciato come lettore della saga di Leodhrae. Un’ultima domanda, non essendo lettore di fantasy solitamente, ma creare un modo nuovo non è più difficile che sfruttare quello esistente? O è un vantaggio?
– Marcello D’Auria

R:
Aurora – Penso dipenda dal mondo dove vivi.
Sì, detta così sembro una pazza, ma non sono mai stata una grande fan della realtà, nel senso che non seguo molto gli avvenimenti e storia, a scuola, ha finito di piacermi poco dopo il rinascimento.
Inoltre, non viaggiando molto, diciamo che per
me il mondo reale è quello dei libri e dovrei passare molto tempo a studiare e cercare. Apprezzo molto chi riesce a scrivere del mondo concreto con verosimilità, io mi trovo meglio nel mio mondo.
Che poi sia più facile o più difficile non lo so… diciamo che se crei un mondo di fantasia è difficile farci entrare alcuni tipi di lettore e se non è saldo nelle sue leggi di esistenza, allora può sembrare, più che un mondo, una sorta di universo incasinato e variopinto…
Le terre delle stelle blu sono immense, io mi ci soffermo molto (forse troppo, per alcuni)
perché ciò che è un dettaglio, come il cibo, rende tutto più verosimile. E’ la normalità a rendere concreta una cosa, non tanto l’evento eccezionale. Se riesci a rendere normale per il lettore ciò che è normale nel tuo mondo, allora sei sulla buona strada

*°*

D:
Vorrei fare anch’io una domanda ad Aurora: hai progetti per il futuro, a parte continuare la saga?
– Ellinor Rainwater

R:

Aurora – A parte la saga, ho in cantiere un sacco di roba, alcuna già avviata tra l’altro… direi che nel mentre Leodhrae prosegue, dovrei far uscire un esperimento di fantascienza (sono cresciuta in una casa dove la fantascienza è molto amata… ma personalmente non mi ritengo una grande fan XD partito come un gioco, è andata meglio di quanto pensassi…)
In un futuro più lontano invece un urban fantasy piuttosto cupo e poi un fantasy su base storica ispirato a un videogioco per cellulari… quest’ultimo è una scommessa talmente assurda che non so cosa ne uscirà XD

*°*

Conclusione

La nostra ora insieme è finita! Ringrazio tantissimo Simona ed Aurora per averci tenuto compagnia questa sera e ringrazio tutti coloro che sono intervenuti a fare domande.
buonanotte!
– Monica Schianchi

Grazie mille a te Monica, è stato un piacere, ed è stato un piacere condividere l’intervista con Ellinor! Sappi che il tuo libro è nella mia wishlist! Appena potrò sarà mio! (dannata carenza di pecunia…)
– Aurora Filippi

Grazie di cuore! Spero di aver risposto a tutti. E’ stato divertente e interessante. Ed è stato un piacere partecipare insieme ad Aurora, che non avevo mai avuto modo di conoscere prima.
– Simona Busto

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