Le Interviste del S.E.U. – Settembre 2015 Parte 3

Intervista agli autori S.E.U – Settembre pt. 3
(25/09/2015)

Intervista con le autrici

Tina Caramanico (In Memoria)

In memoria

e

Luisa Colombo (I Legami Spezzati)

Legami spezzati

D:
Faccio la mia prima domanda: come vi siete avvicinate alla scrittura? Quando? Qual è stato il vostro primo libro o racconto?
– Monica Schianchi

R:
LuisaPer quanto mi riguarda posso dire di essere nata con la penna in mano, scrivere è sempre stata la mia passione. Però solo dopo aver lasciato l’attività lavorativa ho potuto coronare il mio sogno. Il mio primo romanzo è stato Nuotando verso la Luna, un pò autobiografico, devo dire, ambientato in Portogallo. E poi è arrivato I Legami Spezzati.

TinaAnch’io ho sempre amato le storie e le parole, la lettura e scrivo da quando mi ricordo. Invece ho iniziato a pubblicare tardi, solo pochi anni fa; prima non avevo mai trovato il coraggio di farlo, anche se in fondo sapevo che lì volevo arrivare. La mia prima pubblicazione, nel 2011, è stata una raccolta di poesie, “Guida a Milano invisibile”, pubblicata con la casa editrice Nulla Die.

*°*

D:
Buonasera a tutti!
La mia domanda è generica e vale per entrambe:
i personaggi si riflettono nel vostro modo di essere, o sono immaginari “tout court”?
grazie!
Daniel di Benedetto

R:
Luisa – Nel mio romanzo Maia riflette in parte il mio modus vivendi, è ostinata, determinata e vuole arrivare fino in fondo. Tuttavia è molto diversa da me nel modo di porsi e nel mondo delle emozioni. Io non riesco a celare il mio mondo interiore, lei invece si è costruita una barriera per difendersi e non mettere a nudo i suoi drammi interiori.
> MonicaÈ stato difficile creare un personaggio con un’interiorità diversa?
> LuisaIn parte si è stato difficile perché io sono l’esatto contrario, ma cmq mi è piaciuto giocare su questo contrasto, anche perché io vorrei essere come lei, ma non ci riesco. Purtroppo sono un libro aperto.

TinaCiao Daniel. I miei personaggi sono assolutamente immaginari, ma devo potermici immedesimare, devo capire bene quello che provano. Quindi devo conoscere (per esperienza più o meno diretta) quello di cui parlo, i loro sentimenti, le loro paure e i loro desideri.

*°*

D:
Ciao.
Stasera ho due minuti prima di mettere a nanna il piccolo.
Lascio due domandine al volo.
Stasera abbiamo romanzi che toccano tasti profondi. Da cosa è nata l’idea per scriverli?
E’ il vostro primo lavoro o avete scritto altro?
Progetti in vista? Resterete sullo stesso genere letterario o sperimenterete altro.
Come avete creato i protagonisti? Da cosa siete partite per modellarli?
Cosa significa davvero per voi scrivere?

Ellinor Rainwater

R:
Luisa – Mamma mia quante domande in una sola volta. Dunque andiamo per gradi. L’idea per il mio romanzo è nata da un racconto che avevo scritto in un corso si scrittura creativa, ambientato appunto in una casa farmaceutica e da lì si è sviluppato inserendo un delitto. Al momento sto scrivendo il mio terzo romanzo che sarà ancora un triller, ma psicologico stavolta, I protagonisti li ho creati osservando un pò attorno a me, ma devo dire che Maya ha molto in comune con il mio modo d’essere. Scrivere per me è catartico, un modo per capire meglio me stessa e gli altri.

Tina – Ciao Ellinor! Il mio racconto (non è un romanzo, il mio primo romanzo lo sto ancora scrivendo) nasce da un’idea che mi è venuta all’improvviso, che ho lasciato perdere per un paio d’anni e che alla fine mi ha convinto e si è fatta scrivere: l’idea era quella di una memoria perduta che ritorni gradualmente alla coscienza e si manifesti attraverso un’opera d’arte, e venga riconosciuta prima da chi quelle memorie vorrebbe nascondere per sempre che da chi le esprime attraverso l’arte, ma non le riconosce inizialmente come fatti realmente accaduti. In memoria non è il mio primo lavoro, ho già pubblicato tre raccolte di racconti e due raccolte di poesie, più tanti altri racconti in antologie o sul web. Ora sto lavorando per la prima volta a un romanzo, ma non sono fedele e ogni tanto lo trascuro per scrivere altre poesie o racconti

*°*

D:
Quando scrivete cercate di riferirvi ad un target di lettori specifico o scrivete per tutti cercando di far arrivare il vostro messaggio al maggior numero di persone?
– Arsenio Siani

R:
Luisa – Non ho mai pensato di scrivere per un determinato target, credo che il messaggio del mio romanzo possa essere apprezzato e meno da tutti coloro che amano leggere, al di là del genere.
> Monicaquindi non è un thriller “splatter” che magari potrebbe essere inappropriato per un pubblico più giovanile?
> LuisaNo, è un triller/rosa che corre su binari paralleli, con un unico comun denominatore: la ricerca nelle indagini e sul piano personale.

Tina – Anch’io, come Luisa, non penso di scrivere per un determinato pubblico. Cerco di esprimere quello che mi sento di esprimere e di scrivere cose che mi sembrino belle e interessanti. E poi spero che là fuori qualcuno incontri le mie parole e le apprezzi.

*°*

D:
Buonasera! Domanda per entrambe: se vi venisse proposto di scrivere un genere opposto al vostro, quale sarebbe questo genere?
Eleonora Monti

R:
Luisa – Ciao Eleonora mi metti un pò in crisi perché non so se darei in grado di farlo. Potrei tentare con la fantascienza che adoro, ma è davvero molto complessa.

TinaForse un romance tradizionale (quello con tanto romanticismo e il lieto fine) è quello che considero più lontano da me. Ho scritto anche degli “pseudo-rosa”, ma viravo subito verso il noir o il comico, non ci riuscivo proprio

*°*

D:
Io invece volevo chiedere ancora: non vi chiedete mai “ma chi me lo fa fare”, magari dopo una recensione infelice o una mancanza di attenzione?
Daniel di Benedetto

R:
Luisa No Daniel ben vengano le critiche e le recensioni infelici se sono utili a farmi crescere. Non mi arrendo di fronte agli insuccessi, anzi mi stimolano a continuare. Sono combattiva come la mia protagonista e scrivere per me è vita.

Tina – La mancanza di attenzione è sicuramente quello che più mi deprime: scrivo per comunicare, diamine! Però nessuna depressione o fatica fino ad ora mi ha fermato; so che scrivere è quello che voglio davvero fare, e le difficoltà non mi fermano

*°*

D:
Come è stata la vostra esperienza di pubblicazione per questi libri?
Monica Schianchi

R:
Luisa – Non è stata una passeggiata. Ho inviato il manoscritto a molti editori, ho ricevuto diverse proposte ma tutte con contributo che ho rifiutato. Poi è arrivato quello che me l’ha pubblicato senza chiedere nulla, anche se a dire la verità si è rivelato un pessimo editore, quanto a promozione e distribuzione.
> Monica – Adesso stai pensando alla strada dell’auto pubblicazione? Purtroppo con le piccole CE è difficile essere soddisfatti XD
>
Luisa – Guarda non ci ho ancora pensato ma se non trovo un editore serio penso che opterò per questa soluzione.

Tina – Questo ebook è uscito con Nero Press, una piccola casa editrice che si dedica al genere noir-horror con grande competenza e serietà. Conosco i ragazzi che ci lavorano ormai già da qualche anno e devo dire che li stimo molto, per onestà e competenza.
Comunque sto meditando in questi giorni di provare per la prima volta l’autopubblicazione, vorrei fare questa esperienza. Ho tre racconti nuovi che mi piacciono molto e non ho voglia di aspettare mesi prima di vederli pubblicati. Mi sa che presto mi butto

*°*

D:
La mia domanda e’ semplice .Siete soddisfatte del vostro lavoro?
Adele Scafa

R:
Luisa – Soddisfatti fino in fondo non lo si è mai, almeno per quanto mi riguarda. Ho letto e riletto il manoscritto fino alla nausea e ogni volta cambiavo e tagliavo. Poi ho deciso di mettere la parola fine altrimenti non l’avrei mai terminato.

Tina – Sì e no, Adele. Sono soddisfatta di essere riuscita a vedere pubblicate e apprezzate (anche se da un pubblico per forza di cose piccolo) le cose che ho scritto finora; sono soddisfatta di vedere che imparo a scrivere e a raccontare meglio (le mie cose di oggi mi piacciono di più di quelle con cui ho iniziato). Non sono soddisfatta di dover fare tanta fatica per vedere i miei libri in libreria, o di dover faticare tanto per trovare uno spazio per fare una presentazione; non sono soddisfatta di dovermi guardare da una manica di piccoli e grandi truffatori che cercano di fregare autori e lettori.
> Luisa – Tina non posso che concordare con te, purtroppo per noi emergenti è una lotta durissima per prenderci un pò di spazio nell’universo dei grandi magnati dell’editoria. La soddisfazione è solo quella personale di essere riuscita a scrivere e veder pubblicato il mio lavoro, di sentire i commenti dei lettori che l’hanno apprezzato. Ma per il resto mi sono scontrata con un mercato dove solo le penne famose hanno diritto di scrivere e vedere i loro libri in libreria, Per noi umili pennivendoli c’è davvero il rischio della guerra tra poveri.

*°*

D:
Tina e Luisa, ciao. Per voi questa mia curiosità: del vostro romanzo c’è qualcosa che modifichereste? Magari a causa di una critica ricevuta oppure per una vostra riflessione?
Ornella Nalon

R:
Luisa – Ciao Ornella, le critiche sono sempre benvenute per uno scrittore alle prime armi come me. Sì forse se dovessi riscriverlo darei maggior spazio alle indagini, anche se molti lettori hanno apprezzato la parte più legata alla vita dei personaggi.

TinaSì, sì, sì! Fosse per me riscriverei sempre tutto e faccio fatica a dire “basta, va bene così”; però bisogna accettare che comunque nulla sarà mai perfetto e certe idee, certe storie hanno (come dire) una “scadenza”, vanno raccontate e poi bisogna andare avanti, staccarsi

*°*

D:
Leggo che entrambe avete scritto storie di donne e di sofferenza. Quanto è importante esser donna per parlare della sfera femminile?
Giovanna Avignoni

R:
Luisa – Credo che essere donna possa aiutare a cogliere le sfumature dell’animo femminile, le emozioni e i traumi ad esse legate. Almeno per me è stato così ed è un argomento che sento molto mio. Anche nel prossimo romanzo saranno ancora le donne e i loro traumi vissuti ad essere protagoniste.

TinaCerto è importante essere donne e conoscere la psicologia e il mondo femminile per poterli raccontare. Anche se poi mi capita spesso anche di scrivere dal punto di vista di uomini, e di essere presa per un uomo da chi legge i miei racconti senza sapere chi è l’autore. Diciamo che la cosa più importante è essere umani.

*°*

D:
Quanto ritenete importante per un autore il confronto con i colleghi?
Giovanna Avignoni

R:
Luisa – Per me è fondamentale anche se purtroppo solo virtuale, ma quando sono stata a Torino è stato favoloso conoscere altri autori e confrontarmi con le loro esperienze.

TinaAnche per me è una cosa necessaria ed è fantastico quando si incontra qualche autore con cui ci si può confrontare e con cui ci si capisce e ci si stima, a volte anche si discute e si litiga, ma è importante per crescere

*°*

D:
Scrivete quello che è il vostro genere preferito anche nella lettura?
Monica Schianchi

R:
Luisa – Fino a un pò di anni fa leggevo molto i classici, poi ho sviluppato l’amore verso il noir e il giallo. Così mi è venuta l’idea di provare a scriverne uno. Adesso leggo molti triller.

TinaSì, direi di sì: mi piace la poesia, il fantastico, il noir, l’horror, il grottesco e la narrativa non di genere. Leggo quei generi, prevalentemente e prevalentemente scrivo quei medesimi generi

*°*

Conclusione

La nostra ora insieme è finita. Ringrazio Tina e Luisa per la compagnia e ringrazio tutti coloro che hanno partecipato.
Buonanotte!
– Monica Schianchi

Grazie a voi per averci concesso questa meravigliosa ora in compagnia e grazie a tutti coloro che sono intervenuti. Buona notte
Luisa Colombo

Grazie a tutti e buona notte
Tina Caramanico

Precedente Le Interviste del S.E.U. - Settembre 2015 Parte 2 Successivo Le Interviste del S.E.U. - Settembre 2015 Parte 4