Le Interviste del S.E.U. – Marzo 2017 – Parte 3

Intervista agli autori S.E.U. – Marzo pt. 3
(27/03/2017)

Intervista agli autori

Eugenio Pattacini (Plein Air)

e

Elisa Rolfo (Displaced)

D:
Per entrambi si tratta della prima intervista con seu, perciò attacco con la mia domanda canonica, quando e come nasce l’amore per la scrittura?
– Monica Schianchi

R:
Elisa Intorno al 2009, avevo un’idea in testa e volevo tirarla fuori sotto forma di narrazione. Ho scritto il mio primo racconto. -in seguito ne ho scritti un altro paio, derivanti da necessità di sfogo. Poi ho iniziato a ragionare su ciò che scrivevo, a cercare una tecnica. Elaborando l’idea iniziale, ho provato a costruire una storia più lunga, con un inizio, un centro e una fine e personaggi definiti. Così è nato Displaced, ed è cresciuto mettendo insieme tante suggestioni che mi sono arrivate da diverse forme d’arte, dal cinema, dalla musica ma anche da internet. La scrittura dà modo di esprimere un’idea attraverso la forma narrata, che può arrivare a più persone rispetto al semplice articolo di opinione.

EugenioDopo aver frequentato tanti libri di tanti autori di tanti generi grazie al mio autore preferito, Faletti, mi sono cimentato sul genere giallo… era il 2013 e fu In apparente normalità.

*°*

D:
Di che cosa parlano dunque i libri presentati questa sera? Raccontateci senza spoiler la trama 🙂
– Monica Schianchi

R:
Elisa Complicatissimo da riassumere brevemente. Siamo in una società immaginaria, divisa in gruppi, ciascuno dei quali segue un determinato idolo. Ci sono idoli più forti e meno forti, questo determina lo status sociale dei seguaci. Chi non ha un idolo è un displaced, uno spiazzato, uno sfigato o un ribelle a seconda de casi, comunque un emarginato. Qui ho creato una pagina con una sinossi e uno schemino https://ilpugnodirenzo.wordpress.com/displaced/

EugenioPlein Air nasce come collaborazione con un gruppo di iscritti ad una onlus di camperisti. Narra l’indagine su un omicidio che accompagna il viaggio da Ligonchio verso Madonna di Campiglio dove i camperisti hanno programmato un evento di beneficenza. Come nel mio stile amo narrare le persone e da lì fare uscire la trama quasi come una conseguenza. Poi una buona dose di intrighi e piste false nonché tanti intrecci come si deve per un giallo. Anche stavolta la trama è strumentale a dare momenti di confronto con le proprie idee.
> Monica – Sono stata a Madonna di Campiglio da piccola, ambientazione interessante 🙂
>
Eugenio – Interessante soprattutto perché vengono posti in evidenza 3 bambini bisognosi proprio a Madonna di Campiglio, località che farebbe al contrario pensare a ricchezza diffusa. Insomma, una provocazione.

*°*

D:
Elisa mi hai fatto sorgere spontanea questa domanda al “chi non ha un idolo è un displaced” credi che oggi sia così, nel mondo non letterario?
Monica Schianchi

R:
ElisaSi potrebbe dire che gli “idoli” per molti sono rappresentati dalle convenzioni sociali. C‘è il bravo ragazzo, l’anarchico, il tifoso, il buon matrimonio, il lavoro sicuro. Poi c’è chi ha bisogno di appoggiarsi a qualcuno che stia più in alto, il cantante o la squadra di calcio, e in quel modo trova qualcosa che gli manca, l’evasione da una realtà che altrimenti è troppo difficile.

*°*

D:
Eugenio una domanda sul genere giallo, cosa ne pensi dei finali aperti?
– Monica Schianchi

R:
EugenioNel genere giallo cè di tutto un po’. Nulla contro i finali aperti anche se preferisco i finali che svelano tutto con dovizia di elementi… fino a sottolineare dove l’autore ha ,”preso per i fondelli” il lettore. Nel mio primo romanzo addirittura il colpevole esce a 50 pagine dalla fine…

*°*

D:
Eugenio, Elisa quindi a quanto mi è dato di capire per voi la scrittura e la lettura non sono solo un momento di evasione, che cosa rappresentano davvero per voi e che cosa credete rappresentino nella società?
– Monica Schianchi

R:
Elisa L’Umanesimo è la boccata di ossigeno, il senso della vita probabilmente. Aiuta ad affrontare le giornate. No, non è evasione, anzi a volte fatico. Scrivere è un modo di reagire, di non fingere di accontentarsi della mediocrità, di provare almeno a dire che non sono d’accordo.

EugenioDifficile dirlo. Credo che chiunque approcci la scrittura fatichi ad allontanarsi se non altro per il potere terapeutico e di autoanalisi. Però ci sono anche elementi concreti. Grazie allo scrivere ho conosciuto e mi sono confrontato con Faletti, con D’Avenia ho collaborazioni aperte con biblioteche, mi sono cimentato nel campo musicale con un maestro di musica e ora sono iscritto SIAE.
Grande rilievo per me Biblioteca Collinare cui Plein Air vuole essere un riconoscimento… ci sono intere pagine ad essa dedicate.
Per la società è difficile dirlo. Ormai la lettura è passione di nicchia e fatica a mantenere la diffusione che meriterebbe.

*°*

D:
Tornando su domande più easy, nel costruire i vostri personaggi traete spunto da persone che conoscete o che inventate del tutto? O da voi stessi, un po’?
Monica Schianchi

R:
Elisa Semplicissimo: sì, sì e sì. Sempre da persone conosciute, per lo meno i principali. Magari un personaggio è il “montaggio” di caratteri di persone diverse, la base è sempre reale. Da me stessa, tantissimo, non riesco a prescindere dall’autobiografia, ma poi trasformo il tutto di modo che neanche chi mi conosce bene se ne accorga.

EugenioIn Plein Air ho fatto un mix di pura fantasia e di situazioni reali… ed è stato splendido alla prima presentazione, presenti un ottantina di persone, presentare uno dei protagonisti chiamata “amante di libri” lì presente in carne e ossa.

*°*

D:
Come è stata la vostra esperienza di pubblicazione? 🙂
Monica Schianchi

R:
Elisa Abbastanza liscia, tutto sommato. Inizialmente pensavo di trovarmi un editore a pagamento, quello che avrebbe fatto il miglior prezzo, non intravedevo altre possibilità. Poi per fortuna mi sono informata e devo ringraziare i blogger che mi hanno aperto gli occhi sull’editoria a pagamento. Questo mi ha però un po’ demoralizzata, perché pesavo che nessun editore serio mi avrebbe mi pubblicata o che avrei dovuto attendere tantissimo una risposta. Ho iniziato a valutare l’autopubblicazione, ma avrei dovuto partire da zero, non conoscendo nulla di grafica e impaginazione, e comunque avevo davvero bisogno di un editing professionale. Quando mi è arrivata la proposta da Officine Editoriali ho accettato subito, anche se pubblicano solo in e-book, pensando che un’altra occasione mai più. Una volta firmato il contratto, mi sono arrivate altre due proposte da due editori che avrebbero creato anche il cartaceo, ma ormai, appunto, avevo firmato.
Sto già valutando il cartaceo, aspetto risposta da youcanprint. Con l’editore siamo d’accordo che loro terranno i diritti sull’ebook e io quelli sul cartaceo, che verrà autopubblicato.

EugenioIl mio primo romanzo l’ho pubblicato con Morgan Miller che ho scelto tra 11 proposta, in buona parte vere e proprie truffe. Morgan Miller invece è stato efficace. Successivamente ho preferito passare all’autopubblicazione in quanto gli editori, se non arrivi a Einaudi o simili, fanno una attività pressoché inutile per l’autore. Almeno questa è la mia visione.
Buffoni quelli che ti mettono in pseudo cataloghi da cui mai e poi mai un libraio attingerà… e l’autore inutilmente paga. Io facendo solo autopubblicità e senza spendere un euro col primo romanzo ho raggiunto il 34imo posto della classifica bestseller amazon… ripeto, certe
controparti fanno solo male al settore…

*°*

Conclusione

Ragazzi la nostra ora insieme è finita, mi spiace che fossimo soletti ma vi ringrazio comunque per il vostro tempo e le risposte interessanti 🙂
Alla prossima!
Buonanotte 🙂

– Monica Schianchi

Serena notte a tutti 🙂
Elisa Rolfo

Buonanotte a te, a Elisa e a tutti gli altri che non c”erano… 🙂
Eugenio Pattacini

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