Le Interviste del S.E.U. – Maggio 2017 – Parte 2

Intervista agli autori S.E.U. – Maggio pt. 2
(11/05/2017)

Intervista agli autori

Jessica Maccario (Io ti libererò)

Elisa Biffi (Solo sulle tue gambe)

e

Cristiano Pedrini (Le Regole di Hibiki)

D:
Bene cominciamo 🙂 Elisa, Cristiano, Jessica, di che cosa parlano i vostri libri e come sono nati?
– Monica Schianchi

R:
Cristiano Buonasera a tutti 🙂 Le regole di Hibiki può essere considerata una favola ma con uno sguardo attento ad una realtà che esiste e può essere più vicina di quel che si pensa…perché esistono e non parlarne o nasconderli non li rende meno reali sebbene abbia voluto trattarli con leggerezza e quasi in punta di piedi.
La storia di questo diciottenne dal carattere ruvido ed a tratti insolente, racconta della sua educazione sentimentale che, per via del suo trascorso, gli impedisce di fidarsi di qualcuno che sembra essere mosso da puro e disinteressato affetto nei suoi confronti: Hibiki si rifugia proprio nelle sue regole che suo modo vede come un’ancora a cui aggrapparsi per non affogare nel disinteresse e nell’ipocrisia che lo circonda.

Elisa“Solo sulle tue gambe – Siamo tutti diversamente abili” è la storia di Azzurra, una giovane donna che dopo aver vissuto indirettamente un episodio in una casa di riposo che l’ha colpita particolarmente matura il timore di perdere i propri ricordi e quindi trova uno stratagemma per impedire che questo accada. Alla sua si intrecciano quindi le vite di altri personaggi e pian piano gocce di memoria si mescolano al fluire dei suoi giorni, in un fondersi di passato e presente, vite. Lo chiamo “romanzo sociale” perché affronta diversi temi relativi alla società ed è nato dall’esigenza di trasmettere questi contenuti e dedicarli a una persona.

Jessica“Io ti libererò” è un romantic suspense, un romanzo che mescola il romanticismo con il mistero. Ho cercato di equilibrare la parte rosa e quella gialla-poliziesca dando spazio tanto all’amore quanto alla parte suspense, concentrandomi sulle vicende di Sally, una ragazza di 26 anni che è uscita dal mondo della droga grazie all’aiuto del papà, che l’ha portata in una clinica, e dopo anni si ritrova in un pub a ballare con una maschera disegnata sul viso. Tutto inizia quando uno sparo interrompe l’esibizione e la gente inizia a fuggire spaventata. Nell’ombra c’è Sean, un addestratore di cani che è lì per controllarla. La conduce a casa, ma da quel momento inizia la fuga, perché Sally si trova coinvolta in qualcosa di più grande di lei, che ha a che fare con il suo passato, e non sa di chi fidarsi. Per me questo romanzo è stata una sfida, era la prima volta che scrivevo questo genere 🙂

*°*

D:
Domanda per Elisa, visto che è la tua prima intervista, come nasce la passione per la scrittura? 🙂
– Monica Schianchi

R:
Elisa Nutro una profonda passione per la scrittura fin da quando ho imparato a tenere una penna in mano in pratica,credo di “averla nel sangue” come si suol dire. Ho sempre inventato storie o brevi poesie, ma ho sempre tenuto tutto per me e ho compiuto il salto di mostrare i miei scritti al pubblico solo quattro anni fa circa. Ho iniziato a scrivere articoli per un gruppo locale, a partecipare a concorsi e, infine, nel 2015 ho potuto sentire il profumo delle pagine del mio primo libro “Ghiaccio nel magma” 🙂

*°*

D:
Ragazzi c’è qualcosa di autobiografico nei vostri romanzi? 🙂
Monica Schianchi

R:
Cristiano Beh per quanto mi riguarda credo che vi siano alcuni aspetti dei caratteri dei personaggi che mi appartengono un poco… l’impulsività di Hibiki ad esempio, o la passione per la storia di Owen, infine, quel senso di accudimento proprio di Chris, l’altro protagonista del romanzo.

ElisaSì, la parte maggiormente autobiografica costituisce uno dei diversi fili narrativi che si intrecciano nella trama.

JessicaDi solito sì, c’è qualcosa di mio in ogni personaggio. In questo caso però mi sono distaccata abbastanza dal mio mondo, ho cercato di immaginare come potesse essere il mondo della droga in cui si era trovata Sally da giovane e ho inserito elementi del poliziesco che di solito non uso. Di mio ci sono degli insegnamenti che ho ricevuto durante le scuole e che mi sono serviti per parlare dell’argomento, ma ho comunque dovuto fare diversi approfondimenti

*°*

D:
I nomi che avete dato ai vostri personaggi sono molto interessanti 🙂 li avete scelti in base a qualche significato? 🙂
Monica Schianchi

R:
Cristiano Hibiki è un nome giapponese classico… significa “Eco”… onestamente volevo anche un nome che rendesse in qualche modo “alieno” alla nostra quotidianità il personaggio… e Hibiki, alla fine è stata la scelta dopo diverse scremature. Con il senno del poi l’Eco della personalità di Hibiki è andato ben oltre le mie aspettative.

ElisaI nomi dei personaggi sono parzialmente inventati e parzialmente tratti dalla realtà, Azzurra in particolare evoca un colore significativo nel libro e richiama anche il colore degli occhi della persona alla quale l’ho dedicato.

JessicaSally è un nome che non ho mai sentito molto, volevo variare un pochino dai più conosciuti. Questa volta ho puntato su uno che mi piaceva, al contrario dei fantasy dove ogni nome ha il suo significato specifico 😉

*°*

D:
Ciao a tutti.
Stasera ne ho letti due su tre! 🙂
Domanda per tutti: cosa vi ha spinti a creare queste storie? Qual è stato l’impulso che vi ha mossi?

Ellinor Rainwater

R:
Cristiano Ti risponderò con una domanda… Evitare di parlare di prostituzione giovanile, fatta per riuscire, come nel caso di Hibiki a sopravvivere, la farebbe scomparire? Renderebbe la società più attenta verso coloro che sono praticamente soli? No… ecco perché ho voluto scrivere questa storia…

ElisaL’impulso che mi spinge a scrivere, di qualunque cosa si tratti, è l’ispirazione del momento. Questa fa capolino nella stessa casualità con la quale toglie il disturbo, poi nell’imbastire le storie entrano in gioco lo stile personale e i contenuti, ciò che si vuole trasmettere. Solitamente cerco di far sì che le pagine trasudino emozioni. 🙂

JessicaPer una sfida con me stessa 😉 è un genere che in Italia inizia a esserci ma è conosciuto soprattutto in America e io ho sempre adorato Nora Roberts e le scrittrici che si sono cimentate. Non pensavo di esserne in grado ma mi è piaciuto molto e mi ha anche spinto a iniziarne un altro, anche se sto trovando più difficoltà in questo… Proprio perché non c’è uno schema prestabilito da seguire, bisogna un po’ adattarsi a come evolve la storia e bisogna anche un po’ pensare il contrario di quello che viene d’istinto, per cercare di essere meno prevedibili.

*°*

D:
Jessica, una protagonista insolita per una storia diversa dall’usuale. Qual è stato l’aspetto più difficile da tratteggiare della tua eroina?
Ellinor Rainwater

R:
Jessica Ciao ❤ Sally è una ragazza che usa la maschera per nascondersi, che ha paura di rivelare se stessa e la parte più difficile di solito è proprio mostrare l’evoluzione, il momento in cui riesce a liberarsene e al tempo stesso a dare uno strappo al passato. Non so mai se riesco a rendere bene il passaggio 🙂

*°*

D:
Cristiano, Hibiki è un vero personaggio. Hai tratteggiato molto bene il ragazzino che deve crescere in fretta. Ti sei ispirato a qualcuno?
Ellinor Rainwater

R:
Cristiano Ciao Ellinor… quando ho iniziato la stesura di questo romanzo volevo mostrare un personaggio con una impulsività del tutto genuina e al tempo stesso, proprio perché segnato dal suo passato, incapace di accogliere gesti disinteressati… È un personaggio che ha preso forma via via nella mia mente, e come spesso accade è stato lui a guidarmi giorno dopo giorno creando, ai miei occhi, un personaggio del tutto reale ma senza alcuna attinenza a chi ho incontrato e conosciuto nella mia vita.

*°*

D:
Jessica, Elisa: come vi siete avvicinate alla scrittura? E cosa rappresenta per voi?
Arianna Shandara Crotti

R:
Elisa Mi sono avvicinata alla scrittura come ci si avvicina a un irrefrenabile desiderio, superando i gradini necessari e avendo in prospettiva la realizzazione di un sogno. È stato un desiderio prima celato e poi gradualmente emerso nel tempo fino a diventare parte di me, del mio essere. Scrivere per me è esprimere sensazioni ed evocarne di nuove in chi posa gli occhi su ciò che scrivo.

Jessica Me ne sono avvicinata alle elementari, soprattutto grazie alla maestra di italiano che ci spronava a leggere molto. Ho iniziato a immaginare di scrivere anch’io delle storielle e ho iniziato a riempire fogli con racconti fantastici di draghi e creature magiche… Era molto bello e alle medie per la prima volta mi sono buttata su un romanzo: mi sembrava un passo enorme da affrontare 😉 adesso rappresenta un impegno maggiore, una passione portata avanti con più maturità e consapevolezza di ciò che davvero significa scrivere e pubblicare un libro. A volte passano mesi ma il desiderio di avere un figlio davanti da riempire per fortuna non passa mai 🙂

*°*

D:
Jessica, con il romantic suspance hai sicuramente fatto un passo più in là rispetto al romance, è stato un genere più difficile da scrivere e quali sono gli aspetti che maggiormente ti piacciono dell’uno e dell’altro? Premesso che in entrambi c’è una storia d’amore :p
Monica Schianchi

R:
Jessica I rosa sono il mio primo amore ma volevo fare una prova con questo genere che leggo da anni, infatti questo libro è comunque più breve degli altri 😉 l’ho scritto più velocemente perché con il romantic suspense se ti fermi sei perduto xD e soprattutto ho cercato con il mio ragazzo di capire come rendere meno prevedibili le scene, lui leggeva, provava a indovinare cosa poteva accadere o chi c’era dietro e io modificavo a seconda della risposta, alla fine ha funzionato perché nessuno è mai arrivato a capire tutti i cattivi coinvolti 🙂 in entrambi ho voluto comunque trattare dei temi sociali, ma qui la storia d’amore deve essere equilibrata con il resto quindi ho dovuto contenermi molto.

*°*

D:
Elisa, affronti un tema che mi è molto a cuore nel tuo romanzo, la memoria, tu come la concepisci e che importanza le attribuisci? 🙂
Monica Schianchi

R:
Elisa Penso che siamo fatti di memoria, di ciò che ricordiamo. Senza i nostri ricordi non saremmo chi siamo. Ricordare è un modo per fissare nel tempo, ecco spiegato il motivo sotteso alle ricorrenze ad esempio. A volte poniamo delle pietre miliari lungo il nostro percorso per ripescarle a distanza di tempo, i ricordi felici; altre sono le pietre a imporsi contro il nostro volere, i dispiaceri, ma in fondo siamo fatti di entrambe le essenze, in un gioco di contrappesi mai in equilibrio. Profumi, fotografie, luoghi hanno un significato perché glielo conferiamo vivendoli, solo ricordando il valore affettivo possiamo assaporarli appieno.

*°*

D:
Jessica, tu hai scritto fantasy, romance e ora romantic suspense. In quale genere ti senti più a tuo agio?
Ellinor Rainwater

R:
Jessica Ogni genere mi regala qualche emozione diversa. Mi sento più libera nel fantasy ma poi ci perdo mesi a modificare e migliorare le scene… Quello che invece mi coinvolge e che non modifico più di tanto è il rosa, forse è l’unico dove anch’io piango, rido, sono felice insieme alla protagonista, è il genere che mi fa stare meglio, anche se è complesso riuscire a scrivere una storia un po’ originale.

*°*

D:
Cristiano, domanda un po’ bizzarra, il tuo protagonista ha bisogno delle regole per poter vivere bene, in fondo tutti noi siamo sottoposti a delle regole che ci impone la società o anche noi stessi, tu quindi credi nell’importanza delle regole? Credi che ci rendano in qualche modo più liberi (paradossalmente)? E sì in che misura e quali sono le regole più importanti per te?
Mega sproloquio scusa.

– Monica Schianchi

R:
Cristiano Credo che uno dei mali di questa società dove tutto va a catafascio sia proprio la mancanza di regole che non devono essere una gabbia ma un aiuto per restare nel sentiero gusto… La regola più bella e più importante credo sia quella di rispettare chi hai di fronte… se rispetti riceverai rispetto…

*°*

D:
Cristiano, Elisa, Jessica nei vostri racconti c’è qualcosa che rimanda a vostre esperienze personali? Credete che questo sia un pregio? Com’è, per voi, relazionarvi con i passaggi della storia che contengono qualcosa del vostro vissuto? Difficile, facile, vi fa effetto…
Arianna Shandara Crotti

R:
Cristiano In questo romanzo non molto, ma questo è importante in fondo, almeno è quello che penso io… ma è chiaro che relazionarsi con il tuo vissuto è sempre di forte impatto.

ElisaCredo che anche la storia maggiormente lontana dalla realtà, completamente inventata, parli tra le righe dell’autore, nessuno può sfuggire al lasciare il proprio zampino, la propria firma. Secondo me, però, questo è un pregio in quanto consente di riconoscere i tratti del dipinto di uno scrittore e distinguerli da quelli di un altro. Alcune volte poi ci sono veri e propri passaggi autobiografici, in parte è come mostrare il proprio lato più fragile senza veli e non è sempre semplice, in parte credo che il patto autore-lettore stia in questa predisposizione da entrambe le parti.

JessicaIo tendo a mettere molto di mio in ogni personaggio, soprattutto l’ho fatto in “In volo con te” nella protagonista, parlando delle sue paure e insicurezze da superare. Invece in “Io ti libererò” di mio ci sono alcuni insegnamenti che ho ricevuto a scuola, riguardanti il mondo della droga e le dipendenze. Una cosa che c’è sempre di mio è la lotta contro i pregiudizi, che forse qui emerge un po’ meno, quando ci sono dei temi che mi stanno a cuore mi fa piacere inserirli 🙂 e no, non credo che sia difficile parlare di qualcosa vissuto, anche se lo metto in modo parziale.

*°*

D:
Elisa, mi racconti un po’ i tuoi protagonisti?
Ellinor Rainwater

R:
Elisa Spesso sono presentati a coppie. Oltre alla protagonista Azzurra, attraverso i cui sensi assistiamo all’evolversi del romanzo, vengono presentati personaggi molto diversi tra loro, ma con una caratteristica comune: l’essere veri, con luci e ombre, in carne e ossa. C’è il rapporto di una madre e un figlio, l’amore in diverse manifestazioni, le storie di un pianista, una nuotatrice, un carcerato ad esempio. Storie quotidiane sulle quali spesso non ci si sofferma, raccontate mettendo in risalto alcuni dati sensoriali specifici o abilità diversificate in ognuno.
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Ellinor – Vere nel senso che provengono dalla realtà, o perché assumono connotati realistici al punto da fartele sembrare tali?
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ElisaVere nel senso di realistiche, tanto vicine alla realtà da poter essere quasi toccate con mano.

*°*

D:
Cristiano, e il fratellino di Hibiki? Lo trovo adorabile. Ce lo farai conoscere meglio in altri romanzi?
Ellinor Raiwnater

R:
Cristiano Owen è un personaggio che inizialmente, seppur importante aveva un ruolo marginale… Ed il piccolo dodicenne si è preso il suo spazio. Nel proseguo “I sentieri di Hibiki”, in uscita a giugno riacquisterà una parte propria della sua età ma rimanendo fedele a quel suo mondo sincero e schietto di amare il fratello maggiore.

*°*

D:
Cristiano: a proposito di Hibiki… leggendo ho notato che questo personaggio ispira una specie di senso materno in Gwen e ammetto che anche a me a volte ha fatto questo effetto. È qualcosa di voluto?
– Arianna Shandara Crotti

R:
Cristiano Nella storia Gwen è l’unica presenza femminile a cui Hibiki riesce ad approcciarsi e a levarsi un poco quella sua corazza che sembra impenetrabile e questo è un aspetto che sotto fondo Gwen scorge e crea proprio quel senso materno di cui parlavi.

*°*

Conclusione

La nostra ora insieme è finita 🙂 ringrazio tanto gli autori, Cristiano, Jessica e Elisa per la loro compagnia 🙂 e ringrazio anche coloro che sono intervenuti, belle domande 🙂
Buonanotte, alla prossima 🙂

– Monica Schianchi

Grazie a tutti voi dell’ospitalità e delle domande.
Cristiano Pedrini

Grazie di cuore a voi, proprio a tutti! È stato davvero un grande piacere 🙂 Buona serata e buona notte a tutti!
– Elisa Biffi

Grazie a voi 🙂
– Jessica Maccario

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