Le Interviste S.E.U. del Mese – Luglio 2017 – Parte 1

Intervista agli autori S.E.U. – Luglio pt. 1
(06/07/2017)

Intervista agli autori

Elena Genero Santoro (L’Occasione di una Vita)

e

Giovanna Avignoni (Nel lento Esistere)

D:
Benvenute Elena Genero Santoro e Giovanna Avignoni!
Come si sta con questo caldo?

Daniel Di Benedetto

R:
Elena Rifugiata nella brezza dell’aria condizionata che tengo in casa…

Giovanna Buonasera Daniel, la brezza marina si fa sentire questa sera. Ho messo a corrente.

*°*

D:
Parlateci brevemente dei libri presi “in esame” stasera…
Sono curiosissimo!
Siamo tutti curiosi!

Daniel Di Benedetto

R:
Elena E sono curiosa anche io!! Non me lo ricordo più! E’ un libro che ho scritto esattamente sei anni fa, mentre il mio pancione cresceva sempre più, con dentro il mio secondo figlio. E di cosa potevo parlare mentre ero incinta? Di aborto!!!
Comunque, L’occasione di una vita è il secondo libro che ho scritto ed è anche il secondo libro della serie di Futura e Patrick, che in tutto ne comprende dieci. (Ogni libro comunque è storia a sé). In questo romanzo ci sono tre filoni narrativi che riguardano 3 donne: Futura, che rimane incinta senza averlo programmato, Manuela che fa la volontaria in un centro di accoglienza e Ljuda, che con la chimera della vittoria e l’idea di racimolare soldi partecipa nientemeno che a un reality (potrebbe essere il Grande Fratello ma non viene menzionato) e questo porterà grossa crisi nel suo matrimonio.

Giovanna Il libro Nel lento esistere è una raccolta di nove racconti. Pubblicata a fine 2016 grazie al consiglio di alcuni amici.

*°*

D:
Elena parlare di un argomento così delicato come l’aborto in un momento particolare come la gravidanza ha in qualche modo influenzato il tuo modo di scrivere?
Daniel Di Benedetto

R:
Elena Il mio modo di scrivere è in continua evoluzione e scrivere L’occasione di una vita è stata una palestra come lo sono anche tutti gli altri libri che ho scritto in seguito. Sicuramente però la scelta di un tema del genere non è stato causale. L’aborto di cui parlo io è un miscarriage, un aborto spontaneo, perché Futura, rimasta incinta senza volerlo, vorrebbe portare avanti la gravidanza mentre Patrick, il suo compagno, è completamente destabilizzato. La gestazione finisce spontaneamente dopo poche settimane, proprio quando Patrick aveva iniziato ad accettare la cosa, ma a questo punto lui e Futura sono su due fronti completamente opposti.
Questa situazione io non l’ho vissuta, mio figlio era stato cercato e la gravidanza, per fortuna, è andata avanti sempre bene, ma l’ansia che qualcosa potesse girare male mi ha accompagnato dal primo all’ultimo giorno (con la mia prima figlia purtroppo avevo avuto un problema molto serio al sesto mese), per cui affrontare il lutto di una morte in grembo immedesimandomi nei miei personaggi è stato un ottimo modo per me per esorcizzare la paura.

*°*

D:
Giovanna quale dei nove racconti è stato più “difficile” scrivere e per quale motivo?
Daniel Di Benedetto

R:
Giovanna Su nove racconti solo un paio non hanno richiesto un forte investimento emotivo. Comunque il più difficile da digerire, per quanto mi riguarda, è il racconto intitolato “E’ ancora primavera”. Una madre parla alla figlia morta…
Anche Nené che parla di un bimbo autistico e del timore di esserne madre,
mi ha tolto energie. Storia vissuta sulla pelle.

*°*

D:
Giovanna molti tuoi racconti hanno un deciso elemento emotivo. L’impatto è forte sia per chi legge che per l’autore, immagino.
Cosa ti spinge a toccare questi tasti?

Daniel Di Benedetto

R:
Giovanna Io ce la metto tutta. mi metto seduta comoda, organizzo i pensieri, provo a scrivere qualcosa di comico e poi… cado nella trappola del dramma. È più forte di me. Strano, perché nella vita sono tutta un’altra cosa. Per esempio Johnny lo sfigato, racconto presente nell’antologia, era nato come comico, invece… sono caduta nell’introspezione.

*°*

D:
Elena dalla tua risposta precedente, se dico che la tua scrittura è una sorta di catarsi, vado molto lontano dalla verità?
Daniel Di Benedetto

R:
Elena No, non vai lontano dalla verità, probabilmente hai ragione. Però il romanzo non si limita al tema dell’aborto e non è stato solo una buona psicoterapia. Ci sono capitoli di umorismo amaro, di denuncia sociale e di satira di costume, soprattutto nel filone che riguarda Ljuda e il suo reality. Metto in evidenza tutta la decadenza di certi costumi e certi programmi televisivi e il fatto che mettersi sotto i riflettori in cambio di un possibile premio in denaro equivale a una forma di prostituzione.

*°*

D:
Domanda per entrambe: quante sfumature ha un autore?
Colori, emozioni, immagini da rendere vive, reali, pulsanti.
Qual è la parte più difficile?

Daniel Di Benedetto

R:
Elena Quando si scrive un romanzo bisogna mettere in pentola tanti ingredienti. Bisogna inventare una storia che acchiappi, condirla con un buon ritmo, dialoghi credibili, personaggi realistici, descrizioni puntigliose ma non fini a se stesse e possibilmente che non annoino. E poi non bisogna essere didascalici (altrimenti è meglio darsi ai saggi), ma bisogna saper fare dialettica. Io per esempio all’inizio sulle descrizioni sorvolavo di più, adesso ci metto più cura. Ma la parte più difficile è e resta la revisione, perché a parità di storia, sono i piccoli dettagli che contano e fanno la differenza. Non parlo dei refusi, che non dovrebbero esserci mai ma si possono al limite perdonare, parlo delle finezze espressive…

Giovanna Le sfumature sono tante, vanno dal pastello al colore brillante, ci sono toni scuri e toni talmente impalpabili da sembrare quasi inesistenti. La narrazione è come la vita, ricalca passi, emozioni, stati d’animo. l’autore deve coglierne le essenze e dipingere il tessuto a favore delle emozioni universali che toccano corde variegate. L’aspetto più difficile è riuscire a cogliere l’essenza di ogni lettore.

*°*

D:
Quando terminate un lavoro, iniziate a capofitto subito un altro progetto o avete bisogno di un periodo di “stacco”?
Daniel Di Benedetto

R:
Elena Dipende. La mia saga da 10 libri l’ho scritta praticamente senza interruzione. Altri libri sono stati scritti e magari rivisti dopo un periodo di decantazione anche di anni. In questo momento, è la prima volta da anni, non sto scrivendo, sto lavorando solo su delle revisioni. Di solito avevo sempre un’idea che tiravo giù. Adesso l’idea c’è, ma la sto tenendo da parte per altri momenti. Vorrei consolidare il materiale su cui sto lavorando e sto anche studiando modi per renderlo migliore. Però, in un modo o nell’altro, non smetto da sei anni.
Quando scrivo qualcosa di nuovo, prima tiro giù tutto, senza pensarci troppo e vivendo l’emozione del momento, poi inizio a correggere.

Giovanna Quando termino un progetto, cioè quando finisco di imbastire la storia, la lascio decantare per un po’ di tempo, poi mi butto a capofitto nella lettura, rilettura, e rileggo e correggo e cambio parole, virgole, frasi. Spulcio errori, fino allo sfinimento. Adesso, per esempio, sto lavorando su un nuovo romanzo. Scrivo una parola e ne cancello due. Sono diventata pignola anche in itinere.

*°*

D:
La critica che vi ha fatto più male e il complimento più inaspettato che avete mai ricevuto?
– Daniel Di Benedetto

R:
Elena Le critiche fanno tutte male soprattutto quando sono fatte per colpire e basta. Una recensione a cui avevo risposto e che mi aveva dato veramente fastidio era stata quando un tizio, su Amazon, sembrava che insultasse più me che il mio romanzo. Mi conosceva? boh.
I complimenti più goduriosi sono quelli degli sconosciuti che si prendono la briga di leggermi e di lasciare dei commenti positivi.

Giovanna Purtroppo la critica ancora non è mai arrivata, ma mi aspetto bastonate a breve. Il complimento più grande arriva ogni volta che giungo in finale nei concorsi letterari. Sono felice dei risultati, ma mantengo sempre una grande dose di umiltà che è alla base del mio esistere.

*°*

Conclusione

L’ora a nostra disposizione sta terminando.
Ringrazio
Giovanna e Elena per la pazienza… spiace la, diciamo, scarsa affluenza…
Ma noi resistiamo!
Un sorriso a entrambe!

Daniel Di Benedetto

Resistenza, è la mia forza! Un bacio Daniel. Bacioni Elena, abbraccia tua figlia per me <3
Giovanna Avignoni

Grazie mille per il tuo tempo, Daniel! Grazie Giovanna, Margherita è qui con me e ti saluta!
– Elena Genero Santoro

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